I migliori album di rock progressivo italiano

Il rock progressivo italiano è una corrente del progressive che è nata negli anni ’70. Questo movimento si ispira ai modelli prog anglosassoni. Le caratteristiche di questo genere musicale sono le seguenti: cura maniacale degli arrangiamenti, sonorità barocche, cambiamenti di ritmo, utilizzo di strumenti come l’organo Hammond o il mellotron. Non mancano poi, il più delle volte, sonorità di derivazione hard rock. In questo caso si ha un sottogenere, chiamato heavy progressive, alcune volte abbreviato come hard prog. Possiamo citare band come per esempio il Rovescio Della Medaglia. Caratteristici sono i loro riff pesanti contenuti nel loro primo album del 1971 intitolato “La Bibbia”. Esiste anche il prog sinfonico, con influenze di musica classica abbinate al rock. Un esempio che possiamo fare sono i New Trolls con il loro “Concerto Grosso”, uscito nel 1971 con la collaborazione del compositore austriaco Luis Enriquez Bacalov. Quelli che elencherò di seguito, sono, a mio parere gli album che ritengo siano i migliori del progressive italiano.

The Underground Set – 1970

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In questo disco suonano i musicisti di un noto gruppo prog italiano, la Nuova Idea, che, per motivi contrattuali, hanno inciso questo album sotto questa denominazione. Questo album lo ritengo il migliore per le sue parti corali e le sonorità acide, con chitarra distorta, simili a quelle di fine anni ’60. Per me, è Il migliore album psichedelico e strumentale per quanto riguarda la psichedelia italiana.

Nuova Idea – In The Beginning – 1971

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L’album di debutto per questo complesso genovese. In questo disco è presente un brano lungo 20 minuti, che occupa tutta la prima facciata, intitolato “Come, come, come (vieni, vieni, vieni)”. Nell’LP sono presenti molte influenze alla New Trolls, per quanto riguarda le parti vocali e le parti hard. Di questo album salverei un’altro brano, “Dolce amore”, che mi colpisce molto per la sua melodia. Inoltre è la mia canzone preferita di questo album.

New Trolls – UT – 1972

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Uscito nel 1972, il titolo dell’album di quest’altro gruppo genovese deriva da una nota musicale che era in uso nel periodo di Dante, della Divina Commedia, che non era altro che la prima nota di Do. In questo album, il gruppo capitanato da Nico Di Palo, chitarrista genovese di ispirazione hendrixiana, si avvicina molto all’hard rock in alcuni brani. Non mancano poi alcuni brani melodici, quelli classici del filone New Trolls. Un brano che merita una citazione particolare è “C’é troppa guerra”. Si tratta di 9 minuti di puro hard rock, e non mancano le ispirazioni ai Led Zeppelin e ai Black Sabbath. Questo brano è, a tutti gli effetti, la canzone più cattiva che i New Trolls abbia scritto. I miei brani preferiti di questo album sono, oltre alla traccia che ho già citato: “Storia di una foglia” e “Chi mi può capire”. Questo è sicuramente il più bell’album dei New Trolls che abbiano mai inciso.

Laser – Vita Sul Pianeta – 1973

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Una rarità del progressive italiano, di quest’album mi colpisce la melodia di tutte le canzoni presenti. Questo gruppo si forma nel 1972 incidendo il primo 45 giri nello stesso anno, e nell’anno successivo pubblica questo album. I brani che mi saltano all’orecchio sono “Vita sul pianeta”, “Dove andremo” e “Alla fine del viaggio”. Nell’album è presente uno stile hard prog, con chitarra e tastiere su tutto. Per molti, la produzione di quest’album fu molto carente, almeno per le parti vocali, dato che non c’era un cantante di ruolo, ma io lo reputo un disco abbastanza apprezzabile soprattutto per lo stile e per la melodia di quasi tutti i brani. Un bell’album del ’73.

Acqua Fragile – Mass Media Stars – 1974

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Di quest’album non ho tanto da dire, posso solo salvare un brano abbastanza tirato, intitolato “Professor”. Questo brano mi colpisce soprattutto per il ritmo. Questo fu l’ultimo album inciso da questo gruppo prima dello scioglimento, avvenuto nel 1975. Il cantante degli Aqua Fragile era Bernardo Lanzetti, italiano emigrato negli States, per imparare l’inglese per poi essere il cantante di un famosissimo gruppo prog italiano: la PFM (Premiata Forneria Marconi).

Ibis – 1975

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Questo album lo amo molto, è uscito nel 1975 e si tratta di un gruppo nato dalla scissione dei New Trolls, avvenuta due anni prima. I leader Nico Di Palo e Vittorio De Scalzi non erano d’accordo su quali sonorità avere, c’è chi preferiva l’hard rock e chi invece un sound più curato. Questo portò alla scissione dei New Trolls. Poi, nessuno potè usare il nome “New Trolls” e tutta questa confusione portò ad una causa legale sull’uso del nome del gruppo. Di questo album sono molte le tracce che mi colpiscono. Una di queste è “Narratio”, che dura circa 7 minuti. Il ritmo di questa traccia è abbastanza tirato. Poi c’è “Passa il tempo”, una delle loro canzoni più note, che è una dolce ballata acustica. Fra incroci hard e melodici, questo è sicuramente l’album migliore del 1975.

Atlantide – Francesco Ti Ricordi – 1976

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Un album più basato sull’hard rock che sul progressive. Questo disco contiene 6 brani, della lunghezza media di 5 – 7 minuti, ad eccezione degli 11 minuti del brano “Quando la luna”. Di quest’album mi colpisce quasi tutto, lo stile hard di tutti i brani mi piace molto, è difficile per me descrivere ogni singolo brano. Posso dire che la traccia “L’uomo ed il cane” mi colpisce per il suo ritmo quasi veloce. Una rarità nel campo della musica italiana, ma vale la pena ascoltarlo, a mio parere, per lo stile hard che ha, molto diverso dalle altre produzioni progressive degli altri anni.

La Pentola Di Papin – Zero 7 – 1977

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la Pentola Di Papin, complesso prog nato a Sondrio, incise solo questo LP per poi sparire dalla circolazione. L’album è stato inciso per una piccola etichetta, la “Disco Più”, che poi lo ha prodotto. La cosa che mi piace è che si tratta di un album uscito quando il genere progressive era ormai in declino, nel 1977, e che per essere un disco uscito in un anno in cui si stava ormai diffondendo il movimento punk e il genere melodico commerciale, (ad esempio Collage, Homo Sapiens, ecc..), mi sorprende peraltro per le sonorità abbastanza datate, e che non sembra nemmeno un disco datato 1977, ma un disco uscito 5 anni prima! In questo album si possono trovare molti riferimenti al beat oppure influense “sixties dominate da una chitarra distorta. Posso definire questo album come l’unico per quanto riguarda le sonorità di quell’anno.

Forzanove – Autoanalisi – 1981

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Posso definire questo album il migliore di progressive uscito negli anni ’80. In questo LP molti brani si ispirano a gruppi progressive degli anni ’70, e che sono suonati abbastanza bene. le influenze che si possono avvertire in questo album sono quelle hard dei Garybaldi (un altro gruppo genovese) e quelle della PFM.

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