I Simpson: Springfield – Quando il gioco si fa “strepi-d’oh-so”

I Simpson: Springfield (The Simpsons: Tapped Out, letteralmente “I Simpson fuori di tocco”) è un videogioco per Smartphone, IPhone e derivati dedicato all’omonima serie animata, creato e sviluppato dalla EA Mobile. Durante il suo lancio iniziale, il gioco si componeva di solo 20 livelli iniziali, ma col passare degli anni si sono aggiunti costantemente nuovi livelli, aggiornamenti ed espansioni.

La trama

IL gioco inizia con Homer che, durante il suo turno di lavoro, ha la “brillante idea” di giocare con il MyPad (ovvia parodia dell’IPad) e, complessivamente, distrarsi al 100%, incurante del casino che sta accadendo alla Centrale Nucleare che, senza troppe cerimonie, esplode subito dopo e causa un enorme disastro atomico con conseguente distruzione di città e abitanti. Salvatosi per puro miracolo grazie ad una fantomatica leggenda metropolitana secondo cui bastava l’essere al centro esatto dell’esplosione per evitare di venirne coinvolto, toccherà ad Homer, aiutato dal giocatore (in questa occasione soprannominato “Il Dito nel Cielo”) il compito di ricostruire (molto controvoglia) l’intera città, sbloccando di volta in volta edifici, personaggi e decorazioni ad ogni level up.

Le valute

Oltre ai soldi e ai punti esperienza, che si possono ottenere mandando i propri personaggi a svolgere vari compiti giornalieri (che possono durare da mezz’ora ad una giornata intera), una valuta molto preziosa presente nel gioco sono le ciambelle, che oltre a presentarsi deliziose sono incredibilmente utili sia per velocizzare il ritmo di costruzione degli edifici sia per comprare i cosiddetti “Premium”, vale a dire oggetti o personaggi che possono aumentare la percentuale di punti esperienza e di soldi per ogni lavoro svolto nella nostra Springfield virtuale.

I personaggi

Un gioco dei Simpson non si chiamerebbe tale senza i personaggi dell’omonima serie, e infatti a partire da Homer e la sua famiglia, i personaggi da collezionare sono tanti, tutti diversi e ciascuno racchiuso in un set che li caratterizza (ad esempio, nel gruppo “Ragazzi saggi” troveremo Tony Ciccione e i suoi scagnozzi, oppure nei “Patiti della Chiesa” avremo il Reverendo Lovejoy e la sua famiglia).

Come “vincere” in questo gioco

Essendo un gioco che per meccaniche ricorda giochi come Farmville, questo gioco non ha una fine o uno scopo precisi, a parte ovviamente costruire una Springfield virtuale più grande e ottimale possibile. Considerando che, purtroppo, man mano che si va avanti gli edifici e le decorazioni si fanno sempre più costosi, l’unica maniera per non darla vinta a questo gioco è mandare i propri personaggi a svolgere i lavori che danno più soldi ed esperienza e, ovviamente, pazientare qual tanto che basta per conservare e raggiungere una somma virtuale che possa consentirci di comprare gli edifici che ci interessano. Nel complesso, infine, “I Simpson: Springfield” è uno di quei giochi ideali per passare il tempo ogni volta che si vuole, e perciò è da ritenersi godibile nel suo insieme.

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