Recensione del film “Exodus – Dei e Re”

Pellicola del 2015 scritta e diretta da Ridley Scott, la cui trama pone una libera, o forse anche troppo esagerata, interpretazione della stora di Mosé, e dei suoi sforzi per liberare il popolo d’Israele dalla tirannia del Regno d’Egitto.

Nonostante le alte aspettative mostrate nel trailer, e anche il fatto di durare circa due ore e mezza, che in generale è una durata piuttoso accettabile, questo film presenta sia dei buoni punti di forza che criticità incredibilmente palesi, che ora vi andrò ad elencare di seguito.

I punti di forza:

– Gli effetti speciali: come da tradizione del regista, gli effetti speciali sono resi bene, soprattutto la scena dell’onda anomala verso il climax del film;

– La colonna sonora: non molto incalzante in alcune scene, ma di sicuro ben realizzata;

– Ben Kingsley nel ruolo di Nun, che pur avendo poco spazio nel film ha mostrato comunque una buona interpretazione;

– I primi minuti di film, in cui in un certo senso lo spettatore incomincia ad interessarsi alla storia e può rimanere comunque soddisfatto nel vedere Mosé e Ramses mostrare un buon esempio di amore e genuina rivalità tra fratelli.

I punti di debolezza:

– I ruoli di Mosé e Ramses, a mio parere totalmente spogliati sia della loro caratterizzazione biblica che del loro rapporto fraterno e resi quasi irriconoscibili, con un Mosé che arriva a minacciare il faraone puntandogli un gladio alla gola in stile “eroe tenebroso” e un Ramses che diventa progressivamente una caricatura di sé stesso al punto da gridare al vuoto e in totale paranoia “IO sono un Dio!”;

– DIO, il quale risente anche lui della caratterizzazione superficiale datagli da questa pellicola, dove anziché presentarsi come un’entità prevalentemente benigna o, in termini di GDR, dall’allineamento “neutrale-buono” che appare in molteplici forme proprio come nella Bibbia appare invece come una sorta di Divinità dalla filosofia pragmatica, quasi al limite dell’estremismo, e perennemente presentataci sotto le sembianze di un bambino che solo Mosé può vedere. E manco a farlo apposta, in questo film è l’Altissimo a fare per la maggior parte del tempo il ruolo di “eroe” che dovrebbe essere di Mosé, che al contrario si limita a discutere le sue direttive o a seguirle a malincuore.

– I tempi morti del film, che nonostante la durata di ben due ore e mezza, presenta purtroppo svariati “momenti morti” che non aggiungono nulla alla trama né contribuiscono a dargli una svolta, oltre che contribuire a dare al film un senso di “pesantezza” e renderlo assai difficile da seguire.

– Il rapporto tra Mosé e Ramses, che viene accettato solo all’inizio del film ma mai più ripreso pur di dare spazio alla missione di Mosé. Questo è a mio parere uno dei difetti più grossi del film perché la mancanza di esso toglie una fetta considerevole di spessore ai due, che anziché passare da fratelli che prima si sostengono a vicenda e POI finiscono con l’allontanarsi progressivamente ci vengono invece presentati come quasi due perfetti sconosciuti il cui rapporto si incrina e poi si distrugge per la prima, minima sciocchezza. In breve, se avessero fatto un film dedicato al rapporto tra i due sarebbe stato ancora meglio.

– Gli eventi sovrannaturali voluti da DIO, che nonostante il tema biblico del film non solo accadono troppo velocemente per lasciare il segno ma vengono anche tirati giù senza troppi scrupoli da spiegazioni logiche o da forzatissime leggi atmosferiche, oltre che non risultare per nulla fedeli alla Bibbia. Basti pensare per esempio alla scena delle Piaghe d’Egitto, dove vengono presentate quasi tutte nel giro di 10-15 minuti di scena, o al Mar Rosso che anziché dividersi grazie a Mosé, prima si ritira e poi si scatena come improbabile Tsunami che travolge tutto ciò che incontra.

Related News

Leave a Reply

Copyrıght 2014 Corso 1 PRL Engim Torino