Recensione dell’album dei Ping Pong del 1973

Titolo: Ping Pong

Artista: Ping Pong

Anno: 1973

Etichetta: Spark

Genere: Rock progressivo

Tracce: 8

Formato: LP

Tracklist: Il miracolo/Plastica e petrolio/Cresciuta in un paese/Il castello/Il villaggio/Suite in 4 tempi/Viene verso di me/Caro Giuda (a time for winning)

Formazione: Mauro Falzoni (chitarra, voce); Giorgio Bertolani (voce); Celsio Valli (tastiere); Paride Sforza (sax, clarino); Alan Taylor (basso, voce); Vittorio Volpe (batteria).

I Ping Pong sono stati un gruppo che si è formato nel 1971 a Reggio Emilia. Il gruppo ha inciso tre 45 giri e due album.

Gli album sono: “About time”, uscito nel 1971 e “Ping Pong”, uscito nel 1973.

Il primo album è un miscuglio tra prog e jazz, con ottime parti solistiche di sax e chitarra. Ma non è l’album del 1971 che andrò a recensire, bensì il secondo LP, quello omonimo uscito nel 1973 per la casa discografica “Spark”. Questo album è quello che reputo il migliore del 1973, almeno secondo me. Il disco mi colpisce innanzitutto per la prima traccia, “Il miracolo”, che è un brano melodico. Il brano è cantato dal vocalist Giorgio Bertolani, entrato nel gruppo nel 1973. Il brano è uscito su 45 giri. Nella seconda traccia, “Plastica e petrolio”, si cominciano a sentire i primi influssi jazz già presenti nel primo album. Nel brano ci sono delle buone parti di sax. Anche questo brano è uscito su 45 giri. “Cresciuta in un paese”, la terza traccia, può ricordare un brano di musica leggera dello stile di quegli anni. Sono presenti delle ottime parti di flauto. Inoltre il resto del brano è sempre melodico. “Il castello” invece è un brano abbastanza tirato. In questo brano sono molto evidenti delle parti di basso. Anche questo brano fu pubblicato su singolo. La traccia “Il villaggio” è sempre orientata verso il pop melodico. “Suite in 4 tempi” è un brano che dura 10 minuti, diviso in quattro parti. Nella prima parte, si possono avvertire degli influssi orientati verso il jazz, la fusion, sempre con ottime parti di sax e flauto. Nella seconda parte, invece, si può sentire una lunga parte di voce e chitarra acustica, sempre influenzata dal pop melodico. La terza parte è quasi identica alla seconda, mentre la quarta ed ultima parte del brano è presente una parte sempre di sax e flauto, e dopo un lungo assolo di batteria che dura circa tre minuti. Questa, a mio parere è una delle tracce più complesse dell’album. Il brano “Viene verso di me” si apre con una parte di chitarra acustica. Anche in questo brano sono presenti degli influssi jazzati. “Caro Giuda” è un altro brano uscito su 45 giri, l’unico che ha avuto successo, fruttando al gruppo un’apparizione nel 1974 nel programma “Adesso Musica”. Il brano è una cover di un celebre successo dei Blue Mink, chiamato “A time for winning”. Anche in questo brano sono presenti delle influenze melodiche. Dopo il secondo LP, i Ping Pong si sciolsero, e nel 1975 il gruppo cambiò denominazione con il nome di “Bulldog”, incidendo perlopiù colonne sonore. Per concludere, “Ping Pong” a mio parere è un album musicalmente cantato e suonato bene, che mette in evidenza le qualità di tutti i musicisti. Un’ultima curiosità: Nell’album erano presenti il famosissimo tastierista Celsio Valli e il bassista Alan Taylor.

Singoli:

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Caro Giuda/Il castello

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Il miracolo/Plastica e petrolio

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