Recensione del film “Snowpiercer”

Anno 2031. In un mondo ormai reso totalmente inabitabile a causa di una nuova Era Glaciale, gli umani sopravvissuti sono ora stipati in un enorme treno che viaggia in giro per il globo senza fermarsi mai grazie ad un motore perpetuo. Al suo interno, la suddivisione dei vagoni è pari a quella della classi sociali: nelle carrozze di coda vivono i poveri e i disagiati, mentre in quelle di testa vi sono i ricchi e i benestanti. Un giorno però, un uomo di nome Curtis, stanco della vita di stenti che lui e gli altri passeggeri sono costretti a sopportare, decide di organizzare una rivoluzione in massa atta ad uccidere il creatore del treno e poi prendere il controllo della carrozza principale. Nonostante questo proposito, però, l’impresa di Curtis e compagni si rivelerà piena di difficoltà maggiori di quelle che pensavano, arrivando inoltre a scoprire delle verità che non si sarebbero mai aspettati.

Commento personale:

Senza dubbio uno dei film più epici ma allo stesso tempo introspettivi che abbia mai avuto la fortuna di vedere, in quanto non solo mostra il solito tema della ribellione e della rivincita delle classi deboli contro quelle più forti, ma anche argomentazioni piuttosto profonde che portano a riflettere su quanto la natura umana possa continuamente oscillare su cosa “giusto” e cosa è “sbagliato”.

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