Recensione del film “Un boss in salotto”

Cristina è un’energica meridionale da tempo trapiantata in un piccolo centro del Norditalia, dove è riuscita a costruirsi la vita dei suoi sogni assieme al marito Michele e ai loro due figli, settentrionali doc. Questo felice quadretto subisce un drastico sussulto quando la donna scopre che suo fratello Ciro, un piccolo ladruncolo di bassa leva, è rimasto implicato in un processo di camorra, chiedendo di poter trascorrere a casa della sorella gli arresti domiciliari in attesa del giudizio: Cristina – che con non poca fatica e vergogna ha sempre cercato di tenere nascoste le proprie origini – non vede il parente da quindici anni, e anzi ne ha perfino finto la scomparsa davanti alla sua nuova famiglia, che al contrario l’ha sempre creduto una persona irreprensibile. La donna si trova quindi costretta a sbrogliare la situazione creatasi, messa di fronte al passato e ai suoi inestricabili legami di sangue.

A mio parere è un film bellissimo dove c’è un Rocco Papaleo troppo divertente, andate subito a vederlo.

 

Mio giudizio: ****

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